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Noi non siamo la nostra malattia



Quando la nostra vita cambia per una malattia del corpo o della mente, la prima cosa che vacilla fino a disintegrarsi è la nostra identità che ci siamo creati sin da piccoli, giorno dopo giorno e fino a quel momento. Malattia e sofferenza sono grandi ridimensionatrici dell'ego profondamente radicato in noi.
Accettare il cambiamento limitante diviene l'esercizio più importante da praticare quotidianamente, con perseveranza, compassione e gentilezza. Accettare i nuovi limiti è sinonimo di ricerca di un baricentro nuovo che faccia recuperare l'equilibrio. La continua ricerca di questo nuovo equilibrio diventa fondamentale per separare noi dalla malattia.

Noi non siamo la nostra malattia.

Tutti vogliono essere felici e nessuno di noi vuole sperimentare la sofferenza, ma felicità e sofferenza sono facce opposte della stessa medaglia e nell'arco della nostra esistenza, faremo esperienza sia dell'una che dell'altra, nessun essere vivente escluso. Mantenere integro il nostro pensiero, rafforzando l'intenzione alla guarigione diviene fondamentale per mantenere l'equilibrio mente-corpo. Coltivare una mente limpida ci permette di vedere in modo chiaro, come l'acqua cristallina di un lago di montagna ci fa vedere in modo nitido il fondo.

Ci saranno sempre i giorni difficili, ma dobbiamo diventare consapevoli della loro natura impermanente, consapevoli anche del lato opposto della medaglia.

 Foto: FariNelly - IF Impressioni Fotografiche Poesia Visiva

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