Passa ai contenuti principali

Samatha e il Jazz Spirituale di Matthew Halsall

 On The Go (Special Edition) - Album by Matthew Halsall - Apple Music

 

 La natura introspettiva è lo stato mentale del guardare dentro (dal Latino Introspicere, guardare dentro, esaminare a fondo, osservare attentamente), stato che ci porta automaticamente a rallentare e calmare il continuo ed incessante lavorio della nostra mente, che nella veglia chiamiamo pensiero e nel sonno diviene sogno. L’esaminazione, l’osservazione attenta e profonda richiedono una nostra posizione ancorata e stabile, altrimenti ogni cosa ci apparrebbe confusa, mossa e sfuocata. Studi recenti nelle Neuroscienze affermano che in un giorno abbiamo circa 60.000 pensieri, alcuni positivi capaci di nutrirci e calmarci ed altri negativi da risultare persino tossici per il nostro delicato equilibrio psicofisico.

Il silenzio ma anche alcuni suoni possono aiutarci a calmare la mente. Suoni carichi dell’esperienza introspettiva del loro creatore, composizioni musicali pensate per condurre l’ascolto a veri e propri stati meditativi dove musica e respiro si fondono portando risonanza al nostro spazio interiore, travalicandone il confine pelle, che ci separa da quello esterno circostante, nel quale siamo immersi in continuo rapporto di interdipendenza con tutto ciò che esiste e possiamo esperire, anche se di natura invisibile, come lo è la musica, onde sonore che, attraverso la stessa aria che respiriamo, raggiungono il nostro senso dell’udito.

Samatha (dal Sanscrito, calma concentrata, quiete, fermarsi) è una delle principali pratiche meditative Buddhista che ci permette di superare gli oscuramenti emozionali che ci impediscono di vedere chiaramente la Realtà e di interpretare correttamente le situazioni della vita.

Samatha è anche il titolo di un brano spiritual-jazz del compositore e musicista britannico Matthew Halsall, contenuto nel suo album “On the Go” del 2011, che attraverso il fraseggio della sua tromba è in dialogo continuo col sassofono di Nat Birchall, il piano di Adam Fairhall, il contrabasso di Gavin Barras, la batteria di Gaz Hughes e l’arpa di Rachael Gladwin. Grazie alla natura introspettiva di questo compositore e attraverso la sua musica, abbiamo la possibilità di rallentare fino a fermarci nella quiete di Samatha.



Commenti

Post popolari in questo blog

Compassione Exotopia, Equanimità e Non Attaccamento

       L a scorsa settimana, sono stato invitato a condurre una pratica di meditazione sulla Consapevolezza attraverso il corpo, un gruppo di una ventina di persone, radunate in riva al mare, impegnate ad ascoltarsi in modo profondo, gentile e compassionevole. Gli elementi per meditare erano tutti li a disposizione compresi noi stessi “immersi” in Aria, Terra, Fuoco e Acqua, consapevoli di essere in un rapporto di interdipendenza con tutto e tutti e nel principio ermetico del “Come è dentro, così è fuori e come è fuori, così è dentro. Come nel grande, così nel piccolo e come nel piccolo così nel grande”. La giornata, imperniata sul riconoscimento e gestione stemperante della rabbia, vista come emozione nociva era stata organizzata da Fabrizio Gallieri, amico di lunga data, col quale da oltre venticinque anni   condivido un percorso importante di crescita personale attraverso pratiche di consapevolezza psicocorporea derivate dal QiGong, dallo Shiatsu, dallo...

Meditazione Sovraccarico Emozionale

  MEDITAZIONE SOVRACCARICO EMOZIONALE   Introduzione Il nostro corpo nel suo stato di veglia è ininterrottamente immerso nella realtà circostante, elaborando anche a livello inconscio, quantità incredibili di stimoli esterni attraverso sei sensi di percezione:   visivo, uditivo, olfattivo, gustativo, tattile e mentale. Nell’era dell’iperstimolazione sensoriale, veniamo bersagliati da miliardi di informazioni sotto forma di video, notifiche, messaggi, email, notizie di ogni genere provenienti da ogni angolo del pianeta che ci raggiungono ovunque ci troviamo e in qualsiasi ora del giorno, mettendo a dura prova la nostra capacità di concentrazione. L’iperconnessione è ormai diventata causa di dipendenza con manifestazioni di disagio psicofisico e quando la nostra mente viene iperstimolata, il cervello invia segnali di allerta a tutti gli organi, tra i primi i surreni che   producono Cortisolo, ormone dello stress che determina un aumento della glicemia, grassi n...

Noi non siamo la nostra malattia

Quando la nostra vita cambia per una malattia del corpo o della mente, la prima cosa che vacilla fino a disintegrarsi è la nostra identità che ci siamo creati sin da piccoli, giorno dopo giorno e fino a quel momento. Malattia e sofferenza sono grandi ridimensionatrici dell'ego profondamente radicato in noi. Accettare il cambiamento limitante diviene l'esercizio più importante da praticare quotidianamente, con perseveranza, compassione e gentilezza. Accettare i nuovi limiti è sinonimo di ricerca di un baricentro nuovo che faccia recuperare l'equilibrio. La continua ricerca di questo nuovo equilibrio diventa fondamentale per separare noi dalla malattia. Noi non siamo la nostra malattia. Tutti vogliono essere felici e nessuno di noi vuole sperimentare la sofferenza, ma felicità e sofferenza sono facce opposte della stessa medaglia e nell'arco della nostra esistenza, faremo esperienza sia dell'una che dell'altra, nessun essere vivente escluso. Mantener...