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La natura introspettiva è lo stato mentale del guardare dentro (dal Latino Introspicere, guardare dentro, esaminare a fondo, osservare attentamente), stato che ci porta automaticamente a rallentare e calmare il continuo ed incessante lavorio della nostra mente, che nella veglia chiamiamo pensiero e nel sonno diviene sogno. L’esaminazione, l’osservazione attenta e profonda richiedono una nostra posizione ancorata e stabile, altrimenti ogni cosa ci apparrebbe confusa, mossa e sfuocata. Studi recenti nelle Neuroscienze affermano che in un giorno abbiamo circa 60.000 pensieri, alcuni positivi capaci di nutrirci e calmarci ed altri negativi da risultare persino tossici per il nostro delicato equilibrio psicofisico.
Il silenzio ma anche alcuni suoni possono aiutarci a calmare la mente. Suoni carichi dell’esperienza introspettiva del loro creatore, composizioni musicali pensate per condurre l’ascolto a veri e propri stati meditativi dove musica e respiro si fondono portando risonanza al nostro spazio interiore, travalicandone il confine pelle, che ci separa da quello esterno circostante, nel quale siamo immersi in continuo rapporto di interdipendenza con tutto ciò che esiste e possiamo esperire, anche se di natura invisibile, come lo è la musica, onde sonore che, attraverso la stessa aria che respiriamo, raggiungono il nostro senso dell’udito.
Samatha (dal Sanscrito, calma concentrata, quiete, fermarsi) è una delle principali pratiche meditative Buddhista che ci permette di superare gli oscuramenti emozionali che ci impediscono di vedere chiaramente la Realtà e di interpretare correttamente le situazioni della vita.
Samatha è anche il titolo di un brano spiritual-jazz del compositore e musicista britannico Matthew Halsall, contenuto nel suo album “On the Go” del 2011, che attraverso il fraseggio della sua tromba è in dialogo continuo col sassofono di Nat Birchall, il piano di Adam Fairhall, il contrabasso di Gavin Barras, la batteria di Gaz Hughes e l’arpa di Rachael Gladwin. Grazie alla natura introspettiva di questo compositore e attraverso la sua musica, abbiamo la possibilità di rallentare fino a fermarci nella quiete di Samatha.
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