Passa ai contenuti principali

Il luogo del Silenzio

 

 

Esiste un luogo del Silenzio nel quale possiamo trovare rifugio nei vari momenti della nostra vita, è sufficiente fermarsi, chiudere gli occhi, prendere un respiro profondo, seguirlo dentro di noi percependo l'aria che entra ed esce dalle narici e divenire semplicemente Io che respiro.

Come si insegna ai bambini ad attraversare la strada: fermati, guarda e parti, anche noi abbiamo questa possibilità di fermarci per guardare come stiamo, respirare e ripartire. Il riprendere fiato significa proprio questo, un piccolo reset per entrare nella nostra successiva attività, con la giusta presenza mentale. Il Silenzio amplia la nostra percezione ed apre ad un sentire sempre rinnovato.
Anche nella fotografia abbiamo questa possibilità di fermarci per poter entrare in contatto con ciò che attira la nostra attenzione, inquadrare/incorporare prima dello scatto per poi ripartire.

NOTA: La fotografia che accompagna questo post è stata scatta attraverso una camera obscura autocostruita con legno di recupero e un foro stenopeico. (foto: FariNelly)

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Quando il Corpo è Malato, la Mente è in Ostaggio: Riconoscere la Prigione Interiore l'Espressione Artistica Creativa: La Nostra Risposta Consapevole per Coltivare l'Equilibrio Emotivo

  La cura per il dolore è nel dolore. Nel Silenzio c'è eloquenza. Smetti di tessere e osserva   come lo schema migliora.   Jalal al-Din Rumi     La malattia cronica o incurabile ha un impatto devastante paragonabile ad un sequestro emotivo che cala l'individuo in un periodo di refrattarietà emotiva prolungata, dove la sofferenza travalica i sintomi del dolore fisico e la mente diviene ostaggio del corpo malato. Serve riconoscere la “prigione interiore”, prenderne nota, rafforzare la mente, diventando consapevoli del nuovo stato in cui ci si trova per evitare le sabbie mobili della rimuginazione e da li, ripartire. In questo panorama interiore, l’individuo farà principalmente esperienza di emozioni quali paura, rabbia e tristezza che vanno a solidificarsi in stati d’animo complessi a lungo termine come delusione e rassegnazione, e con buona probabilità di loro trasformazione in ansia depressiva e perdita di speranza (“sabbie mobili...

Compassione Exotopia, Equanimità e Non Attaccamento

       L a scorsa settimana, sono stato invitato a condurre una pratica di meditazione sulla Consapevolezza attraverso il corpo, un gruppo di una ventina di persone, radunate in riva al mare, impegnate ad ascoltarsi in modo profondo, gentile e compassionevole. Gli elementi per meditare erano tutti li a disposizione compresi noi stessi “immersi” in Aria, Terra, Fuoco e Acqua, consapevoli di essere in un rapporto di interdipendenza con tutto e tutti e nel principio ermetico del “Come è dentro, così è fuori e come è fuori, così è dentro. Come nel grande, così nel piccolo e come nel piccolo così nel grande”. La giornata, imperniata sul riconoscimento e gestione stemperante della rabbia, vista come emozione nociva era stata organizzata da Fabrizio Gallieri, amico di lunga data, col quale da oltre venticinque anni   condivido un percorso importante di crescita personale attraverso pratiche di consapevolezza psicocorporea derivate dal QiGong, dallo Shiatsu, dallo...

l'impermanenza è un onda equanime

  L’IMPERMANENZA E’ UN ONDA EQUANIME   Ogni cosa esistente è dotata di un inizio e di una fine, può durare più o meno a lungo nel tempo ma un certo giorno cesserà di esistere. La vita in ogni sua forma è soggetta a questa legge, come del resto ogni oggetto materiale, costruzioni, edifici, mari, oceani, laghi, montagne, pianeti, stelle, galassie… rapporti interpersonali, idee e pensieri. Inizio e fine sono separati, senza soluzione di continuità, da uno spazio ininterrotto di trasformazione. La non permanenza di tutti i fenomeni la sperimentiamo ogni giorno della nostra vita, istante dopo istante. Possiamo cambiare idee e abitudini, cambiano i nostri gusti personali ed interessi, cambiano le amicizie e le frequentazioni. Cambia il tempo atmosferico e si alterano le stagioni. Anche i nostri pensieri mutevoli e sfuggenti, pur nella loro invisibilità, non permangono, l’impermanenza quindi, non riguarda solo ciò che esiste fisicamente, che possiamo vedere, toccare e che occupa ...